Ha fatto veramente scalpore la notizia del lancio, da parte di Microsoft, del servizio Xbox Game Pass che permette a chi possiede una Xbox One di giocare a più di più di 100 titoli per 10$ al mese. Phil Spencer, capo di Xbox, ha chiarito che Game Pass sarà fruibile per ora solo su Xbox ma è chiaro che, in linea con l’attuale convergenza con il PC gaming, è possibile che in futuro il servizio possa arrivare anche su PC.

La mossa di Xbox si pone in coda ad una nuova tendenza nel mercato dei videogiochi, i cui precursori sono stati Electronic Arts ed NVIDIA. Similmente a quanto successo con Spotify in ambito musicale, quello che è in atto è un fenomeno di trasformazione di un prodotto in un servizio.

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato dell’enorme potenziale del servizio GeForce Now di NVIDIA  che si pone di trasformare quello che è un prodotto videoludico in un servizio di streaming multimediale. Electronic Arts, ben prima di Microsoft, ha lanciato EA Access, servizio che permette di mettere le mani su un ampio catalogo titoli da scaricare su Xbox o PC sottoscrivendo un abbonamento mensile di 3,99 €. Di fatto, in questo momento un possessore di Xbox One negli Stati Uniti può accedere ad un set veramente corposo di titoli combinando insieme i due abbonamenti ad un prezzo mensile di circa 14$.

EA Access e Xbox game Pass

La gran parte dei videogiochi produce ricavi decrescenti dal periodo di lancio in poi e normalmente un titolo, dopo un determinato periodo di tempo, si rivela divenire per l’azienda una risorsa che non genera sostanzialmente più entrate. Dal canto suo, spesso un appassionato si ritrova a non essere sempre disposto a spendere 10€, soglia minima di prezzo per un titolo, per un videogioco di una certa età. La logica di servizi come Xbox Game Pass ed EA Access è quindi quella di trasformare risorse per lo più inutilizzate dai publisher in un servizio completo e appetibile per gli appassionati di videogiochi. In questo senso Microsoft ha saputo sfruttare in maniera sorprendente la retrocompatibilità per Xbox One dei giochi Xbox 360, che ha garantito, insieme con l’inserimento di titoli comunque non troppo datati come Halo 5, di creare una libreria veramente interessante per tutti gli appassionati. Il sistema risulta inoltre complementare con l’attuale industria videoludica: come un utente Netflix o Sky sa che per vedere al lancio l’ultimo Star Wars dovrà andare al cinema, così chi vuole immediatamente mettere le mani su un titolo appena uscito dovrà necessariamente comprarlo singolarmente al prezzo di lancio.

Xbox bacward compatibility

La mossa tuttavia risulta una rilevante minaccia potenziale per chi svolge l’attività di retailing tradizionale. Non è infatti un caso che la catena di distribuzione di videogiochi Gamestop, principalmente operante nella distribuzione di copie fisiche, si sia trovata a fronteggiare un crollo dell’8% del prezzo delle azioni immediatamente dopo l’annuncio di Xbox Game Pass. All’epoca fu la piccola Netflix a distruggere il colosso Blockbuster, rendendo obsoleto il suo servizio di noleggio fisico di copie dei film. I manager di Blockbuster dimostrarono tutta la loro miopia nel 2003, anno nel quale rifiutarono di investire 50 milioni per comprare proprio Netflix. L’azienda leader nel servizio di streaming di serie tv e film ha registrato  nel 2016 un profitto di circa 186 milioni di dollari, che si somma ai 1.291 milioni di dollari di profitto registrati dal 2003 al 2015.

Riusciranno i grandi distributori di copie fisiche a far fronte al sempre più pressante fenomeno di digitalizzazione della digitalizzazione dell’industria videoludica o faranno la tragica fine di Blockbuster?